La cagna con la pagnotta e il bambino affamato (1827)


La cagna con la pagnotta e il bambino affamato

 


Tra carte sciolte dell’Archivio Storico Diocesano di Orte ce n’è una autografa di don Paolo Bellioni che ha voluto fissare su quel foglio il ricordo di un piccolo episodio, eccezionale e commovente, cui ha assistito e nel quale ha inteso riconoscere l’intervento della Provvidenza Divina, in mancanza di quella umana.

Questo è il testo:

 

Il giorno 5 del mese di Luglio 1827. 

Nella Città di Orte circa le ore 23 [nel vecchio orario un’ora prima del tramonto] stavano due creature un maschio, ed una femina, il maschio di circa due anni, e la femina di circa cinque anni figli di Giuseppe Gentili, e Dorotea conjugi poveri contadini. Il maschio de’ suddetti figli piangeva dirottamente chiedendo alla sorella il pane. La fanciulla non potea consolarlo, perché non lo aveva, ed in casa non potea prenderlo. In questo frangente s’incontra a passare nella stessa strada una cagna, che avava in bocca mezza pagnotta rubata in casa di Don Vincenzo Bianchi Sacerdote (come potei risapere in appresso) per portarla ai cagnolini, che lattava in una stalla poco distante. La cagna all’avvicinarsi ai due fanciulli si firmò immantinente, ed osservando fissamente quello che piangeva, e chiedeva il pane, gli si accostò, e facendogli le finezze con la coda, quantunque non appartenesse alla famiglia de’ medesimi, ebbe dirò così compassione della necessità del fanciullo [che] gli lasciò il pane sulla scala della Chiesa di S. Biagio dove era il detto fanciullo a sedere, e questo preso se lo mangiò, e la cagna partì.

Da questo fatto io non so escludere un amoroso tratto della Divina Provvidenza, che assomiglianza del corvo, che provedea S. Paolo primo Eremita volesse provedere questo povero fanciullo inconsolabile per la fame.

Io Paolo Prior Bellioni fui presente al suddetto fatto. 

 

            Paolo Bellioni era nato nel 1764 da Giuseppe e Delia Perla, abitanti nella Parrocchia della Cattedrale, e dal 1805, essendo già curato, era stato ammesso come canonico nel Capitolo della Cattedrale. Stimato per le sue doti di equilibrio e rappresentatività era stato eletto priore del Capitolo nel 1821, carica che ha ricoperto fino alla morte sopraggiunta nel 1835.


 




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