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Orte e il Tevere

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Rilievo con imbarcazione di epoca classica, Museo Civico di Orte Tra i popoli accorsi contro Enea in aiuto di Turno, nell’Eneide Virgilio ricorda gli Ortani e precisa, solo nel loro caso, anche la forma di questo sostegno armato: le  hortinae classes,  la flotta di Orte. È  evidente che nel comporre il poema leggendario Virgilio dovesse conoscere bene la presenza ortana sulle acque del Tevere al suo tempo, cioè duemila anni fa. Una presenza sempre intensa che dall’antichità ha caratterizzato, fino a pochi decenni addietro, la vita della città e la vita del Tevere, fino all’arrivo della ferrovia, poco dopo la metà dell’Ottocento, che ha lentamente soppiantato la navigazione fluviale tra Orte e Roma.          A partire dal medioevo, ma solo perché i documenti rimasi sono più numerosi, conosciamo molto di più sulla navigazione del fiume, sugli approdi e i magazzini esistenti lungo il suo corso; sui diritti portuali e le proprietà,...

ORTE CITTA' D'ARTE

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Il Lazio presenta una concentrazione ‘abnorme’ di beni culturali dovuta soprattutto alla  pole position  mondiale di Roma. A seguire, con grandissimo distacco, vari indicatori assegnano a Viterbo, tra le quattro province residue, una sostanziale preminenza sulle altre. Se per l’antichità classica questo  quid  in più è probabilmente dovuto all’eredità etrusca, per i secoli posteriori, magari dal pieno Medioevo in avanti,  l’abbondanza di opere d’arte può essere attribuita a vari fattori tra i quali il proliferare, nel Rinascimento, di residenze signorili di famiglie romane o della corte pontificia attratte da luoghi particolarmente suggestivi non lontani dalla capitale. Tuttavia il motivo principale della maggiore disponibilità artistica nella Tuscia non può che essere, come di consueto, di ordine economico: la maggiore ricchezza del territorio che le ha prodotte.     Un simile motivazione deve essere alla base, fatte le dovute proporzio...

Una 'Tragedia d’amore di Bassano Teverina' divulgata dai venditori di fortuna e di fattacci

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Una  Tragedia d’amore di Bassano Teverina divulgata dai venditori di fortuna e di  fattacci     Quando ero molto giovane circolavano ancora nelle fiere, nei mercati e nelle vie dei paesi gli ultimi pittoreschi girovaghi che per una monetina da 5 lire ti offrivano i  pianeti della fortuna : foglietti variopinti, accuratamente piegati, assiepati in un cassettino che era attaccato sotto la gabbia di un pappagallo. Il biglietto conteneva un pronostico per il futuro, mai troppo cattivo, e numeri da giocare al lotto.    Il venditore delle  pianete  richiamava gente con un organetto o solo con la voce e, se gli adulti erano attirati – anche per distrazione e divertimento – dall’’oroscopo’, noi ragazzini correvamo invece a vedere il pappagallo che, con la gabbia e il cassetto aperti, estraeva il foglietto con il becco, assicurando così l’imparzialità della sorte.             Grassi Hoder Claro,  Venditore di fortuna...

La pala d’altare della Circoncisione di Gesù (fine sec. XVI) della bottega di Francesco Vanni, nel Museo d’Arte Sacra di Orte

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La pala d’altare della Circoncisione di Gesù (fine sec. XVI) della bottega di Francesco Vanni, nel Museo d’Arte Sacra di Orte                               La locale Compagnia del Nome di Gesù è stata istituita nella Cattedrale di Orte nel 1580 o poco prima, perché in quell’anno una bolla di    Gregorio XIII, che la dota di  Privilegii o Indulgenze , descrive come  l’istituì con perfecto rito un Religioso dell’Ordine de Predicatori [1] . Per erigere l’ Oratorio de Iesu et Capella della Circoncisione et S.mo Nome di Dio  venne demolito l’altare e cappella di S. Maria Maddalena, consacrato ai primi del Duecento [2] .               Nel 1588 era rettore della Compagnia don Lando Leoncini. Personaggio di spicco, canonico della cattedrale, umanista, storico e cronista della diocesi, il Leoncini aveva ...

Garibaldi a Orte

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Garibaldi a Orte     Commemorando i 163 anni della nostra Unità nazionale, mi torna in mente un piccolo episodio di cronaca locale, sintomatico di quell’epoca postunitaria. Ne approfitto, nello stesso tempo, per una riflessione sulla insospettabile lunghezza dell’arco cronologico di trasmissione orale dei ricordi. Doveva essere il 1959 o il 1960 quando frequentavo la quinta elementare a Orte e il maestro Bellioni ci insegnava la storia del Risorgimento, la spedizione dei Mille, Garibaldi …  Già allora sembravano cose accadute da un’eternità. Ma un compagno di classe, Vincenzo Filesi, se ne uscì con “ mia nonna lo ha conosciuto, Garibaldi!” . Sembrava impossibile, così, su due piedi, in tre o quattro compagni di classe, decidemmo di andarla a intervistare. Agrippina Ralli era la bisnonna, non la nonna, ed era ovviamente vecchissima, ma ancora molto lucida. Abitava vicino alla chiesa di Sant’Agostino. Ci raccontò di quando Garibaldi passò a Orte e le scolaresche – le elemen...

Orfeo Marchese. Un calzolaio-poeta nel Cinquecento ortano

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                                                                      Orfeo Marchese. Un calzolaio-poeta nel Cinquecento ortano     Nei cataloghi delle maggiori biblioteche nazionali, a Roma, a Parigi, a Londra e in altre biblioteche minori appare il titolo di un’opera cinquecentesca:  Le amorose fiamme, nelle quali interamente si comprendono gli affetti d’Amore . Un titolo che non dà tanto nell’occhio, di argomento un po’ ‘sfruttato’; un titolo forse anche troppo intriso del gusto ampolloso dell’epoca. Colpisce invece di più – nella nostra area – il nome e soprattutto la provenienza dell’autore:  Orfeo Marchese da Horte . Un autore praticamente sconosciuto in patria. E allora viene voglia di leggerlo questo volumetto di 95 pagine, e si scopre una raccolta di v...